Come Difendere le Piante dagli Animali Selvatici

Ci sono piante che, quando sono piccole, possono essere attaccate da animali erbivori selvatici o da allevamento con danni, a volte molto gravi, che possono compromettere la vitalità della piana. In questa guida ti darò dei suggerimenti per non correre questo rischio e poter salvare le tue delicate piante.

Il tipo di protezione da applicare è in funzione del predatore che ti ritrovi sul tuo terreno, ad esempio se devi proteggere le tue piantine dal coniglio selvatico avrai bisogno di una rete o altro che sia alta almeno 60 cm, mentre per proteggere le piante da un cervo la protezione dovrà raggiungere i 180 centimetri. Fai molta attenzione: se durante l’inverno il terreno si ricopre di neve, devi calcolare anche l’altezza del manto nevoso.

Il sistema che ti consiglio è quello con rete a maglia fitta disposta in modo circolare intorno alla giovane pianta, sostenuta da adeguati tutori in numero non inferiore a tre e la cui altezza dovrà tenere conto della porzione che viene infissa nel terreno, di solito 60 cm oltre l’altezza della rete. Disponi il tutore ad una distanza di 20 cm dalla piantina ed utilizza almeno tre tutori per pianta, meglio se sono 4 posti ai lati di un ipotetico quadrato con al centro la pianta. Fissa la rete al tutore con un sistema che la rende stabile sia all’azione degli animali che del vento.

Esistono anche dei tutori specifici detti shelter, si tratta di manicotti tubolari di forma quadrata o circolare che si infilano nella giovane piantina e si fissano al terreno con un tutore. Sono in materiale plastico con un diametro di 8-10 cm, che vanno bene per piccole piantine e nelle fasi iniziali dello sviluppo quando il tronco è di un centimetro di spessore. Puoi utilizzare questo sistema di protezione individuale insieme ad una recinzione complessiva della proprietà che da sola però non ti garantisce il successo dell’intervento.

Come Difendere Colture con l’Ortica

Nell’agricoltura biologica si utilizza da tempo il preparato naturale d’infusione d’ortica come potente antiparassitario, a sostituzione di quello chimico. L’ortica… un famigerato vegetale fin troppo noto! Chi nella propria vita non ha avuto un contatto epidermico involontario con l’ortica? L’incontro certamente non è stato mai piacevole, nè tanto meno ben accetto: punture e bolle provocate dai peli urticanti della pianta, non disgiunti da pruriti dolorosissimi.

Risulta essere in virtù della presenza massiccia dell’acido salicilico e dell’acido formico, che la pianta d’ortica viene additata come mezzo efficace per contrastare la diffusione di numerosi parassiti. In estate, con appositi guanti di protezione, raccogli le piante di ortica, prima che si formino i semi. Elimina le radici e metti 1 kg di ortica fresca in 10 litri d’acqua. La puoi usare anche essiccata, ma le proporzioni da rispettare sono diverse. In 10 litri di acqua calerai 200 gr di ortica essiccata. Se vuoi, puoi aggiungere anche 100 gr di aglio tritato grossolanamente (se ne potenzierà l’azione).

Lascia tutto in infusione per 15-20 giorni, fin quando non vedrai l’acqua diventare molto scura e arrestarsi la formazione schiumosa in superficie. Rimescola ogni giorno questo macerato. Ti consiglio di tenerlo in un secchio sul balcone o altrove, purchè non in casa. Puzza tantissimo. Quando il macero sarà pronto puoi utilizzarlo efficacemente come antiparassitario. In ragione del tipo di parrassita e dell’obiettivo che intendi raggiungere puoi usarlo ulteriormente diluito con acqua o non diluito. Se irrori il terreno col macerato diluito, terrai lontane le formiche.

Se invece hai bisogno di combattere la peronospera, la ticchiolatura, la bolla del pesco e marciumi vari, ogni due settimane devi irrorare le piante col macerato diluito (in rapporto di 1:15, cioè 1 litro di macerato di ortica ogni 15 litri di acqua) per 3 giorni consecutivi fino alla totale scomparsa del parassita. Risulta altresì ottimo nella lotta contro numerosi insetti tipo la tignola, la mosca delle ciligie e la sitona dei piselli ed insetti come il ragnetto rosso. Per combattere gli afidi, le cocciniglie e gli acari usa sempre il macerato diluito, in rapporto di 1:40, e ogni tre giorni fai tre trattamenti sulla pianta.

Come Colorare Capi di Abbigliamento

Cambiare colore ai propri capi da un po di tempo è possibile grazie a varie marche di colori per tessuti e che risultano essere molto efficaci, però bisogna saperli usare correttamente e scegliere bene i colori, quindi inoltriamoci a questa guida per cambiare colore ai vostri capi preferiti.

Iniziamo con il bagnare i capi da tingere, versare nel cestello il sale e le vaschette del colorante e del fissante. Inserire i capi da tingere e impostare la lavatrice a 60 gradi a lavaggio lungo. Cosa importante: non riempite eccessivamente la lavatrice, meglio fare dai 2 ai 4 capi alla volta in modo che il colore sia distribuito bene.

Terminato il ciclo di lavaggio, aprire la lavatrice e togliere le vaschette vuote. Io posso consigliare di effettuare un altro lavaggio sempre a 60 gradi per rendere il colore dei capi più acceso, quindi effettuiamo un altro lavaggio con un detersivo per capi colorati e quindi attendere il risultato del lavaggio.

A questo punto cosa molto importante è asciugare i capi all’ ombra o possibilmente all’ interno della casa a temperatura ambiente, e cosa ancora più importante è quello di farli asciugare alla rovescia, sottosopra, in modo che il colore non si depositi su colletti e maniche del capo

Come Difendere Piante dal Freddo

Nel periodo invernale, il vento, associato alle basse temperature, può causare gravi danni alle specie sempreverdi. Tra queste, le più sensibili sono le acidofile ovvero: i rododendri, le azalee, e le camelie. Ecco come agire per difenderle.

Prendete tre paletti uguali, e disponeteli attorno alle piante, in modo da formare una struttura a tenda indiana. Stendete, non appena si avranno i primi segnali di gelate, un telo impermeabile, oppure una rete antigrandine. Dovranno essere ben stesi e saldamente fissati ai paletti. Questo eviterà che residui il ghiaccio direttamente sulle vostre piante.

Diversamente, stendete uno strato di almeno otto cm di terriccio composto da foglie secche, terre da giardino e stallatico ben maturo. Questa tecnica di pacciamatura, oltre a riparare dal freddo le piante, rallenta efficacemente l’evaporazione dell’umidità del suolo evitandone l’aridamento, mentre il letame, agirà come fertilizzante.

Nel periodo delle nevicate, dovete scuotere la neve dalla chioma, per evitare che si accumuli tanta neve da spezzare i rami con il peso. Diversamente, nel caso opposto, cioè di siccità, annaffiate senza eccedere in modo sufficiente a garantire l’umidità del terreno. Adoperate acqua con temperatura superiore a quella esterna.

Come Deve Eseguire il Protocollo di Gara un Arbitro di Pallavolo

Il gioco della pallavolo è uno degli sport più apprezzati in Italia. Per la complessità delle sue regole è necessario che l’arbitro si predisponga in maniera corretta nei confronti della gara che dovrà affrontare. Perciò è necessario che vada tutto alla perfezione sin dall’inizio, dal protocollo ufficiale di inizio gara.

Il gioco della pallavolo prevede delle regole molto complicate ed alcune suscettibili di libera interpretazione, tali da creare accesi dibattiti nell’ambito di questo sport. L’arbitro deve attenersi quanto più possibile al regolamento, cercando di porsi nel giusto stato d’animo prima che inizi la partita.

Un buon arbitro cerca di stare sul campo di gioco almeno 3/4 d’ora prima dell’inizio della gara, al fine di riuscire a risolvere in tempo qualsiasi eventuale problema che potrebbe presentarsi, e che potrebbe, di conseguenza, rallentare o far slittare l’inizio della gara. Inoltre, anticipandosi, l’arbitro avrà tutto il tempo utile per eseguire correttamente il protocollo ufficiale di inizio gara.

Il protocollo ufficiale di gara inizia 17 minuti prima dell’inizio della gara. L’arbitro, come prima cosa, controllerà l’altezza e la tensione della rete, le antenne, e in generale tutto il campo. Al 16° minuto effettuerà il sorteggio con i capitani delle due squadre. Al quindicesimo minuto dovrà fischiare l’inizio dei 10 minuti di riscaldamento, 5 se le squadre lo effettueranno in maniera separata, 10 in maniera congiunta.

Mentre le squadre effettuano il riscaldamento, l’arbitro, al 12° minuto, raccoglierà le formazioni dagli allenatori. 5 minuti prima dell’inizio della gara l’arbitro fischierà la fine del riscaldamento ufficiale, invitando le squadre ad uscire dall’area di gioco. Al 4° minuto dalla gara deve avvenire la presentazione delle società e al 3° minuto l’introduzione degli atleti, i quali si saluteranno lungo la rete. A questo punto l’arbitro inviterà le squadre ad effettuare l’ingresso in campo, controllerà la formazione e salirà sul suo seggiolone. Potrà dare, così, inizio alla gara.